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Argentina, approvata legge sul fine-vita: “Per una morte dignitosa, possibile rifiutare trattamenti”


E' assolutamente opportuno che in Italia si approvi una legge analoga. Attualmente, per  aggirare la deficienza e l'arroganza di un potere politico malvagio e crudele si lasciano morire i vecchi di fame e di sete, per evitare che vengano sfruttati nella sofferenza e nel dolore dagli spessi interessi legati agli interessi della Chiesa e al business Cattolico!.
Una Chiesa che fonda sulla superstizione e l'ignoranza i suoi affari e che nulla a che vedere con quanto dii spirituale può guidare l'umanità!
BASTA  FAR SOFFRIRE LA GENTE CON LA PROMESSA DEL PARADISO!
Azione  Anziani 


fonte: UAAR
Dopo l’ap­pro­va­zio­ne del ma­tri­mo­nio gay, l’Ar­gen­ti­na va avan­ti con le ri­for­me lai­che. E’ stata ap­pro­va­ta in­fat­ti una legge che con­sen­te la “morte di­gni­to­sa”, nei casi di ma­lat­tie ter­mi­na­li e ir­re­ver­si­bi­li. In Se­na­to è pas­sa­ta con 55 voti a fa­vo­re, nes­sun con­tra­rio e di­ver­se asten­sio­ni. Men­tre alla Ca­me­ra era già pas­sa­ta in no­vem­bre con 142 sì e 6 no.


La nuova nor­ma­ti­va non parla espli­ci­ta­men­te di eu­ta­na­sia, ma di “di­rit­to” di sce­glie­re come vi­ve­re la pro­pria vita. Tra i punti fon­da­men­ta­li, la pos­si­bi­lità di in­ter­rom­pe­re l’ac­ca­ni­men­to te­ra­peu­ti­co e l’au­to­no­mia con­ces­sa al pa­zien­te su de­ci­sio­ni ri­guar­dan­ti la qua­lità della vita nel ri­fiu­ta­re in­ter­ven­ti chi­rur­gi­ci, idra­ta­zio­ne, ali­men­ta­zio­ne e ria­ni­ma­zio­ne ar­ti­fi­cia­le. Nel caso la per­so­na non sia co­scien­te, la fa­mi­glia o un fi­du­cia­rio pos­so­no au­to­riz­za­re l’in­ter­ru­zio­ne dei trat­ta­men­ti.


Un caso che ha ani­ma­to il di­bat­ti­to sull’eu­ta­na­sia e sulla lai­cità è quel­lo di Ca­mi­la Her­bon, una bam­bi­na di tre anni nata in stato di in­co­scien­za e che non ha mai avuto rea­zio­ni, ospi­ta­ta in coma ir­re­ver­si­bi­le in un ospe­da­le di Bue­nos Aires. La madre, Selva, ha por­ta­to avan­ti una bat­ta­glia pro­prio per per­met­te­re ai me­di­ci di stac­ca­re le mac­chi­ne che ten­go­no ar­ti­fi­cial­men­te in vita sua fi­glia.


Una legge che ha visto con­tro la Chie­sa cat­to­li­ca. Il Cen­tro de Bioética, Per­so­na y Fa­mi­lia vi­ci­no alla Chie­sa ha espres­so ma­lu­mo­ri sulla nor­ma­ti­va fa­cen­do ap­pel­lo al co­man­da­men­to “non uc­ci­de­re”. Un con­su­len­te dei ve­sco­vi, il dot­tor Ni­cho­las Laf­fer­rie­re, ha ri­co­no­sciu­to la “le­git­ti­mità a ri­nun­cia­re a de­ter­mi­na­ti trat­ta­men­ti spro­por­zio­na­ti alle pro­spet­ti­ve di cura, nei casi la morte sia im­mi­nen­te e ir­re­ver­si­bi­le”. Ma ha ri­ba­di­to “l’ob­bli­go di for­ni­re sem­pre (e mai so­spen­de­re) l’ali­men­ta­zio­ne e l’idra­ta­zio­ne”.


Sem­pre in tema di ri­co­no­sci­men­to dei di­rit­ti ci­vi­li, il Se­na­to ar­gen­ti­no ha anche ap­pro­va­to una legge che con­sen­te di sce­glie­re il ge­ne­re da in­di­ca­re sulla carta d’iden­tità. Una novità che per­met­terà ai tran­ses­sua­li di re­car­si all’ana­gra­fe per uf­fi­cia­liz­za­re il cam­bio di ge­ne­re.


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